mercoledì 26 gennaio 2011

José Batlle Perdomo Teixeira


Perdomo Panini

                                                                 
Dopo quattro tentativi falliti, il Genoa, per tornare nella massima categoria, decide di affidarsi ad un allenatore emergente che ha fatto miracoli a Messina, il “Professore” Franco Scoglio…in due anni ha portato i siculi dalla C1 a sfiorare la Serie A.

scoglio_sfondo

Il Professore, laureato in Pedagogia, è un allenatore con le idee chiare e molto deciso, cura la tattica del suo “Rombo” in modo quasi maniacale e pretende di essere ascoltato con molta attenzione dai suoi giocatori perché:”ormai c'è l'abitudine di fare troppi discorsi “ad minchiam”.

scoglio esultanza
Sei vittorie nelle prime nove partite fanno subito presagire che potrebbe essere veramente l'anno buono, ma il Professore non ha un presagio...ne è certo e dichiara che porterà il Genoa in Serie A con 50 punti.

Il resto della stagione 88/89 è per i Grifoni una cavalcata trionfale, caratterizzata da un'organizzazione di gioco quasi perfetta e da una difesa praticamente insuperabile, guidata dall'ottimo Gianluca Signorini.

Gianluca signorini

Il campionato si conclude il 18 Giugno e l'armata del Professore in cui, oltre a Signorini, spiccano anche Eranio, Ruotolo, Nappi e Fontolan, legittima il primo posto andando a vincere per 1 a 0 sul difficile campo di Barletta; in 38 partite hanno incassato soltanto 13 reti, praticamente un gol ogni 3 partite e chiudono a pari merito con il Bari a 51 punti, uno in più della “profezia” di Scoglio.


 Scoglio ripartisce i meriti della promozione.



Finalmente, dopo cinque anni il Genoa torna in Serie A e dovrà competere con l'Inter dei record, il Milan “olandese” di Sacchi, il Napoli di Maradona e soprattutto con la Samp di Vialli e Mancini...servono rinforzi e il Professore decide di mettersi personalmente, a girare per mezzo mondo, alla ricerca di nuovi talenti per il suo “giocattolo”.


Visiona buona parte dell'Europa e del Sudamerica e alla fine del suo lungo giro, sul suo taccuino, ci sono tre nomi che spiccano più degli altri e sono: Rubén Paz, centrocampista del Racing de Avallaneda, Carlos Alberto “Pato” Aguilera, attaccante del Penarol e un altro centrocampista, anch'esso militante nel Penarol...José Batlle Perdomo Teixeira.


Perdomo, nasce a Salto (Uruguay) il 5 Luglio del 1965. La sua è una vera e propria vita da mediano, infatti dagli esperti sudamericani viene definito come volante central, ovvero colui che ha il compito di distruggere il gioco avversario e reimpostare dalle retrovie. Muove i suoi primi passi da calciatore nella piccola squadra locale di Salto, ma ben presto viene notato dagli osservatori del Penarol e si trasferisce a Montevideo.

Penarol-logo
Il Penarol, squadra del celebre Schiaffino, è reduce da una stagione memorabile, infatti in un solo anno ha vinto Campionato, Coppa Libertadores e Coppa Intercontinentale, quest'ultima alle spese dell’ Aston Villa  battuto per 2 a 0 nell'assordante finale di Tokio; Montevideo è in delirio per i gialloneri e la situazione è perfetta per lanciare qualche nuovo talento, così il giovane José viene trasferito in prima squadra e “inizia a recuperar palloni”.

 La Finale di Tokio del ‘82 che vide trionfare i Gialloneri di Montevideo.

Per due anni, Perdomo e i suoi compagni, non riescono ad alzare nessun trofeo, infatti i campionati successivi vengono vinti dal Nacional e dal Central Espanol; ma poi finalmente, nel 1985, arriva lo scudetto e per José si apre un periodo straordinario; i Gialloneri vincono lo scudetto anche l'anno successivo e nel 1987, più precisamente il 31 Ottobre, a Santiago del Cile, battono per 1 a 0, ai tempi supplementari, i colombiani dell'America de Cali e possono alzare al cielo la Coppa Libertadores.

 A Santiago, Perdomo e compagni, conquistano la Libertadores.

La sequela di vittorie e il “lavoro sui polmoni” svolto da Perdomo incuriosiscono anche il neo Commissario Tecnico della “Celeste” ( la nazionale uruguaiana), Oscar Washington Tabarez, che convoca José per le qualificazioni ai mondiali di Italia 90; ma, il momento straordinario di Perdomo non finisce qui, infatti, come già detto in precedenza, anche Scoglio lo ha notato e lo reputa come l'uomo ideale per fare il vertice basso del suo rombo e per José si aprono le porte del calcio che conta...quello europeo.

oscar_tabarez

Arriva a Genova nell'estate del 1989, insieme agli altri due uruguaiani, Ruben Paz e Pato Aguilera, inoltre i Rossoblù arricchiscono la rosa assicurandosi le prestazioni di Alberto Urban proveniente dal Cosenza, del portiere Simone Braglia in arrivo dal Monza, dell'esperto Fulvio Collovati dalla Roma e del centrocampista Valeriano Fiorin proveniente dal Parma e mentre in tutta l'Italia ascolta Bennato, il Genoa, guidato dal suo “Professore” affila le armi, con l'obiettivo di mantenere la categoria.




La partenza dei liguri è più che buona, infatti raccoglie 8 punti nelle prime 8 giornate (ben oltre la media salvezza nei campionati a 2 punti per vittoria), vince ben 3 scontri diretti (1 a 0 con il Lecce in casa e due belle vittorie esterne sui campi di Cremona e Udine) e pareggia al Marassi con una delle pretendenti al campionato, il Milan di Sacchi.


In tutto questo, Perdomo non c'entra niente, perché le sue prestazioni sono a dir poco raccapriccianti, non combina quasi niente e quando lo fa, son disastri!
In campo è di una lentezza inaudita, il suo famigerato destro latita, il suo estro non da alcun segno di vita e colleziona cartellini a non finire, a causa dei suoi eccessi di “garra” e di nervosismo.
Al Professore vengono chieste spiegazioni e lui difende José a spada tratta dicendo che, anche se è lento di gamba è molto svelto di testa e i suoi sono solo dei normali problemi di ambientamento, una volta superati quelli, tutti si renderanno conto che in quel ruolo, Perdomo è uno dei migliori al mondo.


In effetti, quando Perdomo lascia Genova per disputare le qualificazioni mondiali con la Celeste, le parole di Scoglio sembrano acquistare un senso, ma ogni volta che torna, lo perdono di nuovo; il calcio italiano pare che vada veramente troppo veloce per le sue gambe...e anche per la sua testa.
                Perdomo è il quarto, in piedi, da sinistra.
Uruguay 89

Ma ora c'è un problema in più, a differenza dell'inizio di stagione, i risultati non arrivano e la squadra inizia a navigare in acque molto pericolose.
Si chiude il girone di andata e i Rossoblù sono soltanto ad un punto dal quart'ultimo posto e non vincono da più di due mesi; a questo punto, i tifosi iniziano a spazientirsi e il bersaglio principale delle loro critiche non poteva non essere il “nostro” José. A rincarare la dose ci si mette anche il buon Vujadin Boskov che, in una intervista pre-derby dichiara:”...se sciolgo mio cane in giardino, gioca meglio che Perdomo!”.

BOSKOV

Arriva il derby e il Genoa, rinfrancato dai buoni risultati dell'inizio del girone di ritorno, è convinto di poter vendicare la sconfitta dell'andata...l'ambiente è carico! E anche Perdomo lo è, carico e deciso a smentire il Vuja e a far ricredere i suoi tifosi, lo è tal punto che dopo soli 30 secondi si prende l'ennesimo cartellino giallo per l'ennesimo fallaccio e quello non può essere che l'inizio dell'ennesima prestazione sconfusionata e catastrofica dell'uruguaiano, alla fine i Grifoni riescono ,comunque, ad ottenere un buon punto che, anche se non vendica l'andata, serve come il pane per la causa salvezza.
 Il Derby di andata vede vittoriosi i blucerchiati.

Il Derby di ritorno finisce in parità.

Il campionato prosegue e il Genoa non riesce mai a mettersi a distanza di sicurezza dal quart'ultimo posto e come se non bastassero le pessime prestazioni di Perdomo, che Scoglio continua cocciutamente a schierare e la classifica traballante, sul Genoa si abbatte un'altra tegola, infatti “Pato” Aguilera viene arrestato, per possesso di stupefacenti e incitamento alla prostituzione, all'inizio della settimana che porta all'ultima di campionato, dove i “Grifoni” dovranno affrontare il già retrocesso Ascoli, in una partita in cui la vittoria è d'obbligo.
Aguilera viene rilasciato il giorno prima della partita e sarà fondamentale nella vittoria per 2 a 0 che consegna la salvezza ai Rossoblù, mentre Perdomo anche in quest'ultima partita non perde l'occasione di fornire l'ennesima prestazione scialba e irritante.
Malgrado il suo pessimo campionato Tabarez decide di portare Perdomo a Italia 90, ma sarà un avventura abbastanza breve, infatti dopo aver passato il girone come miglior terza, gli uruguaiani, vengono eliminati agli ottavi da un gol di Schillaci e da uno di Serena e anche in questo caso, Perdomo non si fa certo notare per la qualità delle sue giocate.

 La Celeste viene eliminata dagli Azzurri.

Il Mondiale termina con la vittoria della Germania e Tabarez viene esonerato, di conseguenza, Perdomo perde il posto in nazionale; nel frattempo anche il Genoa decide di cambiare guida tecnica, mettendosi nelle mani dell'esperto Osvaldo Bagnoli e in questo caso, Perdomo, non solo perde il posto di titolare ma viene anche ceduto il più velocemente possibile fra il tripudio e il giubilo dei tifosi.
Migra in Inghilterra e più precisamente al Coventry City, ma anche qui non combina niente di buono, infatti, dopo solo 6 mesi in cui ha a malapena racimolato 4 presenze, viene messo alla porta.

Coventry city_logo
Viene tesserato, nel Gennaio del '90, dal Betis di Siviglia di Julio Cardenosa, colleziona 6 presenze e una rete e viene confermato; ma l'anno successivo non mette mai piede in campo, di conseguenza a fine stagione decide di tornare in Sudamerica.

Betis_Sevilla_logo_svg
Si accorda con gli argentini del Gimnasia La Plata, ma da qui in poi le sue tracce iniziano a perdersi , le sue apparizioni in campo sono sempre più sporadiche e di qualità....beh, lasciamo perdere; a fine stagione, probabilmente affranto dai continui e ripetuti fallimenti e a soli 27 anni, decide di dare l'addio al calcio giocato.

gimnasia la plata logo
Dopo un anno di stop, l'allenatore del Penarol Gregorio Perez, lo convince a tornare nella squadra che lo ha lanciato, ma non c'è niente da fare, malgrado il Penarol vinca il campionato uruguaiano, José rimane per tutto l'anno ai margini della squadra, senza mai dar cenni di “risveglio”, aggiungendo così un'altra inutile appendice alla sua agonizzante carriera degli ultimi anni; a fine stagione arriva il nuovo, inevitabile e stavolta definitivo addio al calcio.


José, si prende un lungo periodo di riflessione e dopo sei anni, nel 2000, decide di lanciarsi nuovamente nella mischia, ma stavolta in veste di allenatore; la prima società a dargli fiducia è il Villa Espanola, club di Montevideo, che è appena tornato in prima divisione.

villa_espanola logo

Perdomo, a soli 35 anni, guida coraggiosamente la sua squadra, ma la rotta è decisamente sbagliata e il Villa Espanola, dopo un solo anno di paradiso, è costretto a tornare immediatamente nel purgatorio della seconda divisione.

uruguay_tacuarembo logo


L'esonero è pressoché fulmineo e José, opta per l'ennesima pausa riflessiva; un anno di riposo e poi via, pronto per una nuova avventura, si accasa al Tacuarembò, squadra di livello minore del panorama uruguaiano, ma anche in questo caso l'avventura è sia breve che tragica e di fronte a quest'ennesima “frittata”, Perdomo, si allontana definitivamente dal mondo del calcio...e forse, questa è la decisione più saggia che abbia mai preso in vita sua.

I Madama Pautasso gli hanno addirittura dedicato una canzone.



CURRICULUM VITAE
José Battle Perdomo Teixeira
Nato a Salto (Uruguay)
il 5 Luglio del 1965
182 cm – 78 Kg

…da giocatore…
1983-1989 Penarol-logo PENAROL ?
1989/90 Genoa Logo GENOA 25(0)
1990 Coventry city_logo COVENTRY CITY 4(0)
1990/91 Betis_Sevilla_logo_svg BETIS SEVILLA 6(1)
1991/92 gimnasia la plata logo GIMNASIA LA PLATA ?
1994 Penarol-logo PENAROL ?

…in nazionale…
1987-1990 uruguay_flag URUGUAY 27(2)

…da allenatore…
2000 villa_espanola logo VILLA ESPANOLA
2002 uruguay_tacuarembo logo TUCUAREMBO

sabato 25 settembre 2010

A Proposito di…Jorge (Quattro chiacchere con Cataldo Graci)


Per il primo compleanno di Strani Stranieri una grande sorpresa per tutti i lettori...
...abbiamo una testimonianza diretta!!!
Infatti, abbiamo l'onore di poter intervistare il Dott. Cataldo Graci, che ringrazio moltissimo fin da ora, Responsabile Sanitario dell'AC Pisa 1909 adesso e, per quel che più interessa a noi, anche ai tempi del Pisa di Romeo Anconetani e in particolare quando Jorge Washington Caraballo calcava...si fa per dire...i campi della Serie A.

Cataldo GraciJorge Caraballo
    

Allora, Cataldo Graci, Responsabile Sanitario del Ac Pisa 1909, nonché grandissimo tifoso dei Rossocrociati.
-Da 30 anni ti trovi nel mondo del calcio, qual'è la differenza più netta, più rilevante, che noti nel calcio fra i tempi di Caraballo e adesso?
“Il calcio riflette molto la società in cui viviamo e quindi molte sono le cose cambiate in questi anni: valori, interessi, specie con l'avvento del potere economico-televisivo, la gestione della sicurezza e l'ingerenza politica, anche se a Pisa, piccola città di provincia, in cui il calcio ha sempre rappresentato momento di aggregazione particolare, queste differenze le ho notato meno.”
 croce_pisana
-In quegli anni il Pisa era guidato dal Presidentissimo Romeo Anconetani, qual'è la prima cosa che ti viene in mente se pensi a lui?
“Se penso a Romeo, la prima cosa che mi viene in mente, è che mi manca e come si sarebbe comportato proprio in ragione di questi cambiamenti.”

Romeo Anconetani


-Ma veniamo a noi, nell'estate del 1982 il Pisa, guidato da Luis Vinicio, si trovava in Serie A e nel ritiro di Volterra giunse un giovane uruguayano, che rispondeva al nome di Jorge Washington Larrosa Caraballo detto “El Caballero”, qual'è il primo ricordo che hai di lui?...e che impressione ti fece?
“Ricordo che quando arrivò era molto giovane e notevolmente introverso, in più, era già sposato e faceva una vita molto isolata...sempre insieme alla moglie!”

Luis Vinicio

-Ma era davvero così scarso o le sue difficoltà erano dovute da problemi ambientamento e di lingua?
“Al contrario di quello che molti pensano, Jorge era un buon giocatore, tecnicamente molto valido e fisicamente dotato. Il problema fondamentale era, come già detto, il suo carattere chiuso e soprattutto era molto...ma dico molto...lento.”
Pisa_SC-logo -Quell'anno, il Pisa, raggiunse quello che è ancora tutt'oggi il suo miglior piazzamento nei campionati a girone unico, undicesimo posto, ma questo non certo grazie alle prestazioni di Caraballo che, anzi, ben presto finì ai margini della squadra......cari lettori...è giunto il momento di svelare la prima leggenda metropolitana!!! E' vero che faceva la panca anche nella Primavera?
“Sì, ben presto si trovò ai margini della squadra in quanto rimaneva avulso dal gioco e non assimilava le direttive di Vinicio che voleva giocatori molto dinamici. Ora, che facesse la panca in primavera proprio non lo ricordo!”


Romeo in Curva

Ahimè, la prima leggenda non può ancora essere svelata!!!
-Ma puoi raccontarci, da dietro le quinte del calcio, un aneddoto particolare o qualcosa di curioso riguardo al nostro “fenomeno”? Perché dalla “platea” lo abbiamo visto poco e male, insomma vorremmo sapere qualcosa di più su di lui...
“Debbo dire che, anche se molto introverso, era un bravo ragazzo e cercavamo tutti di aiutarlo, ma alla fine siamo stati presi dallo sconforto perché lui non riusciva, o non si sforzava di capire, cosa il Mister gli chiedeva di fare e poi, chiaramente, arrivando da un paese molto diverso dal nostro aveva abitudini per noi "inconsuete", sia nell’alimentazione che nei modi di vita, ad esempio, allevava conigli nella vasca da bagno di casa!”
Fantastico!!!...semplicemente fantastico!!!...ma adesso sveliamo la seconda leggenda......pronti???
-Caraballo è stato uno di quei calciatori che, come già detto, ha lasciato dietro di sé delle leggende metropolitane, si dice di lui che vendesse i gelati all'Arena Garibaldi o che facesse il tassista a Pisa.
Sei in grado di poter smentire a tutti gli effetti queste leggende metropolitane? Puoi affermare con certezza che a fine anno se ne tornò in Uruguay?
“A Pisa, tutti lo sfottevano e quindi non è stato più possibile gestire la cosa e lui, ad un certo punto, è partito improvvisamente per Montevideo ed è tornato a casa.
Ma la vera leggenda non è Caraballo, ma come Romeo è riuscito a organizzare la sua vendita, ma questa è un'altra fantastica storia...”
E con questa sibillina chiusura, che speriamo quanto prima di poter svelare, salutiamo Doc Graci al quale faccio un grandissimo ringraziamento da parte mia e di tutti i nostri lettori, un in bocca al lupo per la stagione e SEMPREFORZAPISA!!! Di nuovo GRAZIE!!! Per la disponibilità, per il tempo concessoci e per la fantastica foto pubblicata qua sotto…una delle pochissime e rarissime che ritrae Caraballo (…il secondo giocatore da sx…) con la squadra.

Pisa 82 83 bis
In piedi: Romeo, Vinicio, Secondini, Caraballo, Garuti, Todesco, Mariani,Ugolotti, Massimi, Buso, Graci, Adolfo.
Accosciati: Nigiotti, Gozzoli, Sorbi, Occhipinti, Riva, Birigozzi, Berggreen, Ciardelli, Giannini, Mariani, Meciani.

martedì 10 agosto 2010

Premio Caraballo 2010

Premio Caraballo 2010
E' finalmente giunto il momento di scegliere fra gli Stranistranieri di quest'anno il “fortunato” che si aggiudicherà il Premio Caraballo per il 2010. Dopo aver preso visione di tutte le peggiori nefandezze di quest'anno calcistico la scelta non poteva che cadere su...

Felipe Melo Vicente de Carvalho
felipe_melo

bandiera_brasilejuventus_logo
                                     

Felipe, nasce a Volte Redonda il 26 Giugno del 1983 ed è un centrocampista che ama giocare davanti alla difesa; da sottolineare il fatto che prima di intraprendere la carriera di calciatore praticava un'arte marziale brasiliana dal nome eloquente, la Vale Tudo.
 Un assaggio di Vale Tudo.

Abbandonata la passione per la lotta senza esclusione di colpi, inizia a giocare a calcio ottenendo subito buoni risultati, ma i suoi trascorsi da lottatore lo portano fin troppo spesso a collezionare cartellini in quantità industriale.
Mentre in Italia imperversa il duo formato da Claudio Bisio e Rocco Tanica con il singolo Rapput;


Felipe, a soli 18 anni, firma il suo primo contratto professionistico con il Flamengo, storica squadra brasiliana, nella quale mosse anche i suoi primi passi di calciatore un certo Arthur Antunes de Coimbra detto Zico esattamente 30 anni prima.
 Zico e il suo Flamengo.


despedida-de-zico-flamengo-f2023

Al suo primo anno non colleziona molte presenze, ma vince immediatamente il Campionato Carioca; l'anno successivo gioca decisamente più partite e riesce anche a mettere a segno 3 gol...ma non vince niente.
 La vittoria decisiva per aggiudicarsi il campionato Carioca.

Nel 2003 passa al Cruzeiro e qui arrivano ben tre titoli in un solo anno: Campionato Mineiro, Campionato Brasiliano di Calcio e Coppa del Brasile; sazio di questa scorpacciata di trofei, decide di cambiare immediatamente aria e giunge al Gremio, dove un buon campionato, con 19 presenze e tre gol, gli consente di fare il biglietto più importante della sua vita...quello per l'Europa.
 Melo a segno con la maglia del Cruzeiro.

 Melo in rete con la maglia del Gremio.

Felipe sbarca carico di speranze e ambizioni a Mallorca nell'estate del 2005, ma questa sarà per lui una stagione molto sfortunata, viene preso molto poco in considerazione dal Mister e infatti tocca il campo soltanto per sette volte e nel mercato di Gennaio viene immediatamente ceduto al Racing Santander.


Nel capoluogo della Cantabria le cose vanno parecchio meglio e Melo decide quindi di fermarsi più a lungo, due anni; durante il primo raggiunge la salvezza all'ultimo tuffo, mentre nel secondo arriva un dignitosissimo decimo posto, segnale di netta crescita sia della squadra che di Felipe che viene notato, visionato e infine acquistato dai dirigenti dell'Almerìa, che in lui vedono ottime doti da mediano, anche se deve ancora lavorare molto su certe sue “leggerezze” in fase di disimpegno e sulla sua irruenza spesso inopportuna.

Logo almeria

Nella città andalusa, celebre per essere stata teatro delle riprese di molti spaghetti-western, disputa un ottimo campionato andando a segno per ben 7 volte in 34 partite...non poco per un “medianaccio” come lui.
 Una delle 7 reti realizzate con l’Almeria da Felipe.

L'eco delle sue buone prestazioni arriva fino in Italia e più precisamente fino alle orecchie di Pantaleo Corvino, abilissimo Ds della Fiorentina, nonché abilissimo scopritore di talenti. Dopo una trattativa interamente condotta “sottotraccia”, come è solito fare, il 2 Giugno del 2008 Pantaleo deposita il contratto di Felipe in Lega, che diventa così a tutti gli effetti un giocatore della Fiorentina per 8 milioni di Euro.
 Felipe si presenta ai fiorentini.

Il suo debutto nel campionato italiano avviene il 31 Agosto 2008 contro l'acerrima rivale Juventus e viene subito macchiato da un doppio giallo, il secondo giunto per un’ “entrataccia” assassina su Poulsen assolutamente inutile, che mette ancora una volta in risalto il fatto che, forse, l'amore per la Vale Tudo non ancora è del tutto sopito.
Al debutto viene subito espulso.

Comunque, la stagione prosegue e Felipe fa vedere anche buone cose; infatti, recupera molti palloni in mezzo al campo, lotta come un forsennato e la sua fisicità risulta essere spesso determinante per vincere i contrasti, ma la sua foga agonistica oltre a procurargli molti cartellini lo porta spesso anche fuori posizione e quindi Mister Prandelli, per tutelarsi, lo schiera sempre in compagnia di un altro mediano, che “copra” queste sue disattenzioni.
 Felipe in maglia viola.

Alla fine della stagione il suo “score” è di 29 presenze e due reti e di lui si parla un gran bene, tant'è che Corvino prolunga il suo contratto fino al 2013, inserendovici anche una clausola di rescissione pari a 25 milioni di Euro.
Nel frattempo, la Juventus sta costruendo la squadra per la nuova stagione e guidata da Ciro Ferrara, subentrato a Ranieri nel finale di stagione, pensa molto in grande e vuole tornare a vincere.
ferrara
Il modulo scelto per affrontare questa nuova avventura è il 4-3-1-2 ed essendo radicalmente diverso dal canonico 4-4-2 applicato nella stagione precedente, abbisogna di nuovi interpreti.
In particolare, la società cerca un trequartista e riesce ad accaparrarsi il brasiliano Diego del Werder Brema per 25 milioni e un mediano basso in grado di impostare il gioco dalle retrovie...uno alla Pirlo, per capirsi. Il primo assalto che il Ds Secco compie è quello per Gaetano D'Agostino dell'Udinese, ma la richiesta del presidente Pozzo, 25 milioni, viene considerata troppo esosa e, dopo un breve tira e molla, la pista viene abbandonata, anche perché Pozzo, non molla di un centimetro...anzi, di un Euro.
Quindi, le attenzioni dei bianconeri si spostano su Felipe Melo, ma qui, essendoci la clausola rescissoria non è possibile trattare, o si sborsano 25 milioni, la stessa cifra chiesta per D'Agostino, o l'affare non si fa; la società tentenna ancora una volta, ma quando Corvino inizia a parlare di una possibile cessione di Melo all'Arsenal di Arsene Wenger, per paura di perdere il giocatore, rompe ogni indugio e mette la somma richiesta sul piatto, garantendosi così le prestazioni del giocatore per cinque anni.
Per Felipe le cose sembrano andare alla grande e malgrado i suoi “difettucci” non siano per niente migliorati in questi anni, è riuscito a conquistarsi un contratto quinquennale in una delle società più blasonate d'Europa a 2.6 milioni l'anno. Come ciliegina sulla torta giunge anche la convocazione nella nazionale verde-oro da parte di Carlos Dunga che, oltre a convocarlo, lo incensa di complimenti, dicendo che si rivede in lui, che ha carattere e quello non è mai troppo e che ha un ottima visione di quello che accade in campo.




La stagione juventina si apre in tutt'altro modo da quella viola, infatti Felipe va addirittura a segno al debutto nella spumeggiante vittoria per 3 a 1, realizzata ai danni della Roma, per giunta, all'Olimpico.
 Debutto con rete all’Olimpico di Roma.
La squadra vola, e inanella 4 vittorie nelle prime 4 partite e Melo va di nuovo a segno il 7 Novembre nella vittoria esterna contro l'Atalanta, terminata con un roboante 5 a 2.
 Di nuovo a segno contro l’Atalanta.

Ma poi, qualcosa si inceppa, la squadra e, ovviamente, i suoi interpreti iniziano a balbettare e i risultati a venir meno. Paradossalmente, nel momento della difficoltà la squadra invece di compattarsi, si scioglie come neve al sole e ognuno sembra giocare per conto proprio. Di conseguenza iniziano a venir meno i risultati e ad insinuarsi mille voci su quale siano i motivi di tutto ciò: l'inesperienza dell'allenatore, errori nella preparazione, dissidi e dissapori fra i giocatori e scelte sbagliate della società e tutto questo non può che rendere ancora più instabile la situazione. A tutto ciò deve anche sommarsi il malumore che inizia a serpeggiare fra i tifosi, che contestano. Contestano tutto, società, giocatori e tutto quello che ambita intorno alla squadra, fanno scioperi del tifo e iniziano addirittura a fischiare quelli che avrebbero dovuto essere i loro beniamini.
 I tifosi contestano.

Nemmeno l'arrivo di Zaccheroni al posto di Ferrara porta dei giovamenti a questa situazione esplosiva e Felipe non si trova per niente a suo agio, anzi, i suoi difetti si amplificano notevolmente; infatti, compie errori madornali quando ha la palla tra i piedi, sbagliando passaggi facilissimi o volendo “strafare” quando non è assolutamente il caso e gioca con i nervi a fior di pelle qualsiasi partita; in una circostanza viene anche sostituito a pochi minuti dalla fine del primo tempo perché sarebbe stato espulso prima sicuramente.
Carrellata di nefandezze calcistiche.

In Juventus – Inter si fa espellere a 4 minuti dalla fine e vede bene di mandare a quel paese l'arbitro prima di uscire e in Juventus – Siena, beccato dai suoi stessi tifosi, li invita ad andare dove aveva già mandato l'arbitro di Juve – Inter.
 Espulso a 4 minuti dalla fine.

 Beccato dai tifosi reagisce e li manda a quel paese.

A fine stagione il bottino è veramente magro!
Eliminati nel girone in Champions grazie ad un inglorioso 1 a 4 subito all’Olimpico ad opera del Bayern di Van Gaal, dove Melo si becca un bel 3 in pagella.
 La disfatta interna contro il Bayern.

Eliminati agli ottavi di Coppa Uefa dal Fulham di Roy Hodgson che, a Craven Cottage, rifila un altro bel 4 a 1 ai bianconeri e anche in questo caso Melo fornisce una pessima prestazione, beccandosi un bel 4...
 La disfatta di Craven Cottage.
…e in campionato???
In campionato la musica è la stessa! Racimolando, è proprio il caso di dirlo, soltanto 22 punti nel girone di ritorno (n.d.r. Media da salvezza poco tranquilla!!!) la squadra guadagna l'accesso alla Uefa attraverso i preliminari chiudendo al 7° posto, senza mandare nessuno dei suoi attaccanti in doppia cifra e subendo tre reti in più della retrocessa Atalanta.
Ma per Felipe esiste ancora una possibilità di riscatto, perché il Mondiale è alle porte e Dunga, che addossa la colpa del fallimento di Melo alla stagione “sfortunata” della Juve, si dice più che mai convinto a fare affidamento su di lui per la linea mediana dei Verde Oro.


Il Mondiale sudafricano inizia e Felipe ne combina un'altra delle sue! Infatti nella terza partita del girone eliminatorio, il “derby” contro il Portogallo, a pochi minuti dalla fine del primo tempo Melo inizia a perdere la testa e si becca un giallo per un “fallaccio”, nonostante questo continua a “randellare” a destra e a manca non curante che il rosso potrebbe essere proprio dietro l'angolo. Dunga, imbestialito dall'insensato atteggiamento del giocatore, prende una decisione drastica e ad un minuto dalla fine del primo tempo lo sostituisce con Josuè.
 Contro il Portogallo perde di nuovo la testa.

Malgrado le escandescenze di Melo, il Brasile riesce a passare il turno come prima del girone e trova il Chile di Bielsa. Ma, in questa partita Melo viene escluso, ufficialmente perché infortunato, ma nell'ambiente della seleçao si mormora che questa sia la punizione di Dunga per il comportamento avuto dal giocatore contro il Portogallo.
Il Brasile liquida con un secco 3 a 0 i cugini sudamericani e trova sulla sua strada l'Olanda di Van Marwijk. Felipe figura fra gli undici che scenderanno in campo in questa partita, che per lui ha il sapore di esame e di rivincita. La nazionale Carioca parte fortissimo e al 10', proprio il “nostro” Felipe, s'inventa un passaggio di oltre 30 metri che spacca in due il centrocampo e la difesa Orange...la palla giunge a Robinho e......Gooooool!!!...il Brasile è in vantaggio per 1 a 0.
 Assist di Melo e Robinho porta in vantaggio il Brasile.

Per tutto il resto del primo tempo, i verde-oro dominano in lungo e in largo, ma al termine dei primi 45' il risultato è sempre lo stesso, comunque il morale dei brasiliani è alle stelle, perché sanno di avere la partita in pugno.
All'inizio della ripresa, l'Olanda sembra risvegliarsi e prova a mettere pressione ai brasiliani che, dal canto loro, danno l'impressione di poter dilagare in contropiede in qualsiasi momento. Finché, al 53', su un cross di Sneijder proveniente dalla destra, Melo disturba l'uscita di Julio Cesar e sfiora leggermente la palla che si insacca alle spalle del portiere, decretando così l'1 a 1.
 L’1 a 1 degli Orange.
L'Olanda prende coraggio e continua ad attaccare un Brasile che sembra aver accusato il colpo e infatti dopo altri 15 minuti su un calcio d'angolo, sempre proveniente dalla destra, sbuca il “piccolo” Sneijder che di testa la mette nuovamente dentro.
 Sneijder porta gli olandesi in vantaggio.

A questo punto, sul Brasile scende la notte e su Melo le tenebre più nere e come sua usanza in queste circostanze perde la testa. Prima commette fallo su Robben e poi quando il giocatore è a terra gli passeggia con i tacchetti sulla coscia, il rosso è inevitabile, così come l'eliminazione del Brasile costretto a giocare gli ultimi 20 minuti in 10.
 Fallo con passeggiata su Robben.

Gli Highlights della partita.

Nel dopo partita un Julio Cesar quasi in lacrime, si scusa con tutti i brasiliani e si prende la responsabilità del primo gol, considerando la sua uscita sbagliata;
 Julio Cesar si scusa assumendosi tutte le colpe sul primo gol.

mentre Melo pochi minuti dopo, con assoluta tranquillità, afferma che non si sente assolutamente responsabile del gol del pareggio dell'Olanda e aggiunge:”...Io mi do un 6 per questo mondiale, io so delle mie qualità e so che la gente che capisce di calcio conosce la mia forza...”.
Il giorno dopo, la supponenza di Melo, che già era stata evidenziata da Ferrara in una intervista effettuata a fine campionato in cui si era tolto parecchi sassolini dalle scarpe, indispettisce tutto il Brasile e non solo, ad esempio Van Maarwijk dichiara:
vanmaarwikj_holanda ”...Andate a guardare la replica dell'intervento di Melo su Robben e ditemi se non è una vergogna per il calcio brasiliano!!!...”.

Subito a ruota dopo di lui si esprime Falcao:
Falcao_Brasile_00 ”...già durante le eliminatorie Felipe aveva mostrato di non avere il controllo di sé - ricorda il grande ex-romanista - non ci si può fidare di uno così quando è sotto pressione!!!...”.

La testata sportiva Lance, dopo aver sondato l'umore dei tifosi apre: ” Finalmente finisce l'era Melo”  e infine il buon Ronaldo, tramite Twitter, dichiara:
Ronaldo ”Felipe Melo non venga a fare le vacanze in Brasile!!!”

Ma il nostro Felipe, invece di farsi un esame di coscienza, con la sua solita spavalderia e supponenza dichiara:”Me ne frego di quello che dice la gente ora sarò felice di aiutare la Juve" .
Mah!!!...staremo a vedere...comunque, intanto il Premio Caraballo 2010 è inequivocabilmente tuo!!!
Infine, devo confessarvi che lotta per il premio era fra lui e Quaresma. Ma Quaresma non ha fatto niente per tutto l'anno e per questo sicuramente finirà nel blog quanto prima, mentre Lui...Melo, ha fatto più danni della grandine ovunque abbia messo il suo zampino!!!...e questo è molto peggio!!!
Quindi…rullino i tamburi…squillino le trombe…eleggo come StranoStraniero dell'anno, al quale viene consegnato il Premio Caraballo 2010...

FELIPE MELO VICENTE DE CARVALHO
felipe_melo

nato a Volte Redonda (Brasile)
il 26 Giugno 1983
183 cm – 80 Kg
Mediano 

2001-2003 Flamengo FLAMENGO 26(3)
2003 Cruzeiro CRUZEIRO 29(1)
2004 Gremio-256x256 GREMIO 19(3)
2005 Logo mallorca MALLORCA 7(0)
2005-2007 Logo racing_c_de_santander RACING SANTANDER 49(6)
2007/08 Logo almeria ALMERIA 34(7)
2008/09 Fiorentina_B2 FIORENTINA 29(2)
2009/10 juventus_logo JUVENTUS 29(3)

…in nazionale…

2009- bandiera_brasile BRASILE 22(2)